Noi Quotes

Authors: A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Categories: A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
la-vergine-che-passa-su-di-noi
linferno-e-il-paradiso-sono-tutti-e-due-dentro-di-noi-oscar-wilde
e-tutto-congiura-tacere-di-noi-in-parte-come-vergogna-o-forse-come-speranza-indicibile-rainer-maria-rilke
avevamo-entrambi-voglia-di-morire-e-di-rinascere-cancellando-il-john-e-lo-sherlock-risorgendo-nel-noi-cristina-bruni
si-spostano-velocemente-le-nuvole-verso-il-mare-fulmini-nel-cielo-e-noi-li-a-guardare-e-a-sognare
estata-reale-prima-di-tutti-noi-siamo-solo-nati-ottocento-anni-troppo-tardi-per-poterla-incontrare-cecilia-randall
noi-tutti-siamo-esiliati-entro-lo-cornici-di-uno-strano-quadro-chi-sa-questo-viva-da-grande-gli-altri-sono-insetti-leonardo-da-vinci
noi-siamo-la-nostra-storia-la-raccontiamo-per-rimanere-vivi-o-mantenere-in-vita-quelli-che-raccontiamo-niall-williams
quello-che-dovremmo-capire-e-che-noi-siamo-tutta-la-storia-non-solo-quel-personaggio-alessandro-baricco
quella-strada-del-passato-si-srotolava-confusamente-di-fianco-noi-come-se-la-tazza-della-vita-si-fosse-rovesciata-e-ogni-cosa-fosse-impazzita-jack-kerouac
ognuno-di-noi-porta-sempre-con-se-cie-che-e-stato-le-persone-che-eravamo-sono-come-strati-cresciuti-uno-sopra-laltro-lucy-foley
lo-sai-va-cos-noi-drsquoamore-non-si-muore-mai-ma-pi-in-l-spinti-si-dai-fantasmi-della-libert-tocca-me-perderti-per-difendermi-dagli-occhi-tuoi-non-umberto-tozzi
de-atunci-femeiaascunde-sub-pleoapeo-taina-sisi-misca-geana-parcar-zice-ca-ea-stie-ceva-ce-noi-nu-stim-ce-nimenea-nu-stie-nici-dumnezeu-chiar-lucian-blaga
la-coscienza-e-la-scoperta-che-noi-non-siamo-siamo-un-divenire-ma-non-siamo-un-essere-carmelo-bene
obraz-fara-fard-cu-zambetul-larg-lasa-rochia-sa-cada-mana-sa-atinga-ochii-mei-sa-vada-umerii-goi-coapsele-moi-hai-sa-dam-foc-la-hainele-de-pe-noi-smiley
e-questo-che-ammiro-nella-giovente-italiana-il-lento-scemare-delle-ambizioni-la-consapevolezza-che-il-meglio-e-di-gran-lunga-alle-spalle-noi-americani-abbiamo-molto-da-imparare-d
un-luogo-non-e-mai-solo-quel-luogo-quel-luogo-siamo-un-po-anche-noi-in-qualche-modo-senza-saperlo-ce-lo-portavamo-dentro-e-un-giorno-per-caso-ci-siamo-arrivati-antonio-tabucchi
crisi-esistenziale-testo-e-musica-savio-de-martino-chi-sono-io-per-sentirmi-un-dio-e-chi-sei-tu-per-decidere-chi-siamo-noi-non-lo-sapremo-mai-ma-certo-sta-che-non-siamo-eroi-il-m
quando-cerchiamo-di-ingannare-gli-altri-volte-ci-riusciamo-volte-no-ma-quando-cerchiamo-di-ingannare-noi-stessi-le-nostre-percentuali-di-successo-sono-eccezionali-e-in-continua-a
Bisognerebbe saper attendere, raccogliere, per una vita intera e possibilmente lunga, senso e dolcezza, e poi, proprio alla fine, si potrebbero forse scrivere dieci righe valide. Perche i versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si acquistano precocemente), sono esperienze. Per scrivere un verso bisogna vedere molte citte , uomini e cose, bisogna conoscere gli animali, bisogna capire il volo degli uccelli e comprendere il gesto con cui i piccoli fiori si aprono al mattino. Bisogna saper ripensare a itinerari in regioni sconosciute, a incontri inaspettati e congedi previsti da tempo, a giorni dell'infanzia ancora indecifrati, ai genitori che eravamo costretti a ferire quando portavano una gioia e non la comprendevamo (era una gioia per qualcun altro), a malattie infantili che cominciavano in modo cose¬ strano con tante profonde e grevi trasformazioni, a giorni in stanze silenziose e raccolte e a mattine sul mare, al mare sopratutto, a mari, a notti di viaggio che passavano con un alto fruscio e volavano assieme alle stelle - e ancora non e¨ sufficiente poter pensare a tutto questo. Bisogna avere ricordi di molte notti d'amore, nessuna uguale all'altra, di grida di partorienti e di lievi, bianche puerpere addormentate che si rimarginano. Ma bisogna anche essere stati accanto ad agonizzanti, bisogna essere rimasti vicino ai morti nella stanza con la finestra aperta e i rumori intermittenti. E non basta ancora avere ricordi. Bisogna saperli dimenticare, quando sono troppi, e avere la grande pazienza di attendere che ritornino. Perche i ricordi in se ancora non sono. Solo quando diventano sangue in noi, sguardo e gesto, anonimi e non pie¹ distinguibili da noi stessi, soltanto allora pue² accadere che in un momento eccezionale si levi dal loro centro e sgorghi la prima parola di un verso.

Rainer Maria Rilke
bisognerebbe-saper-attendere-raccogliere-per-una-vita-intera-e-possibilmente-lunga-senso-e-dolcezza-e-poi-proprio-alla-fine-si-potrebbero-forse-scrivere-dieci-righe-valide-perche
e-qui-bisogna-menzionare-anche-quanto-scritto-da-walter-rathenau-nelle-sue-briefe-eine-liebende-le-ho-detto-cie-che-penso-della-morte-volontaria-e-le-dire-cie-su-cui-non-mi-sono-
Seleziono Avril Lavigne 'ILove you' e faccio partire la canzone. Sento iniziare la musica, e l'emozione inizia a scorrere nelle mie vene mentre lui alza il volume e posso sentire le parole della canzone anche da dove sono seduta sul suo grembo. So che potrebbe non ricordarselo domani. So che i suoi occhi sono scuri, e fargli ascoltare questo brano potrebbe non contare come averlo detto a parole, ma abbiamo passato cose¬ tante notti insieme. Emozionata dalle parole sento la musica continuare e osservo il suo viso, morsicandomi il labbro mentre studio la sua espressione. Ogni parola e¨ cose¬ perfetta, l'intera canzone e¨ rivolta a noi due, incluso il ritornello che spero di ascoltare proprio ora: "You're so beautiful But that's not why I love you I'm not sure you know That the reason I love you is you Being you Just youYeah the reason I love you Is all that we've been through And that's why I love you" Lui l'ascolta mentre valuta il mio viso, la sua espressione intenta mentre studia il mio volto. Le mie labbra piene. I miei occhi color ambra. "Falla ripartire ancora " La sua voce suona cose¬ aspra, che devo quasi leggere le sue labbra per capire quello che ha detto. Clicco sul pulsante per riprodurre il brano, ma invece di ascoltare la canzone nuovamente come mi aspettavo, mi tira su e mi rivolta sulla schiena, quindi sposta le cuffie sulla mia testa e li adegua al mio viso pie¹ piccolo appena la canzone inizia. E nel secondo successivo, sto ascoltando la canzone "ILove You", che ho appena fatto sentire a lui. Brooke Dumas

Katy Evans
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TI ALZI LA MATTINA E' SEMPRE TUTTO UGUALE T'INCAZZI PER UN NIENTE SE HAI DORMITO MALE IL BAGNO E' OCCUPATO E TU T'INNERVOSISCI LA COLAZIONE IN FRETTA E POI DI CORSA ESCI TRAFFICO MALEDETTO E LA CITTA' IMPAZZISCE ENTRI IN UFFICIO TARDI IL CAPO TI AGGREDISCE LA SEGRETARIA CHE SI FA DESIDERARE PRIMA SORRIDE E POI E E POI E POI MI FAI UNO SQUILLO DICI TORNO ALLE SEI COMPRARE IL PANE E UN FRIGO E I BISCOTTINI PER JACK SAI CHE STASERA ZIA LIDIA VIENE A CENA DA NOI NON LO SAI A CHE PENSI CHE FAI VADO AL MARE SENZA DI TE VADO AL MARE PERO' SE VIENI CON ME VADO AL MARE SE NON VIENI PEGGIO PER TE VADO VIA VADO VIA VADO VIA SIRENE SPIAGGIA E SOLE AL BAGNO SESSANTUNO L'ESTATE CHE A RICCIONE E' BELLA DI SICURO MA COME FACCIO A STARE ANCORA IN RITORNO A CASA IN FRETTA PER PORTARE IL FRIGO DALLA FINESTRA AL MONDO CHE CAMMINA SU E GIU' PRENDO ZIA LIDIA PARTO E NON RITORNO MAI PIU' LA VIGILESSA STRONZA MI FA LA MULTA E GRIDA DOVE VAI DOVE VAI DOVE VAI VADO AL MARE SENZA DI TE VADO AL MARE PERO' SE VIENI CON ME VADO AL MARE SE NON VIENI PEGGIO PER TE VADO VIA VADO VIA VADO VIA VADO AL MARE SENZA DI TE VADO AL MARE PERO' SE VIENI CON ME VADO AL MARE SE NON VIENI PEGGIO PER TE VADO VIA VADO VIA VADO VIA PENSARE CHE FRA UN'ORA E MEZZO APPENA FARO' UN TUFFO IN MEZZO AL MARE E CONTERO' LE STELLE AD UNA AD UNA INSIEME A TE PER NON VOLERE ANDARE PIU' VIA TI VESTI LA MATTINA E COSI' SPLENDE IL SOLE TI BUTTI SULLA SABBIA POI TI LASCI ANDARE E FARE TUTTO E NIENTE SENZA LAVORARE TI LASCI TRASPORTARE DALLE ONDE DEL MARE TI VESTI LA MATTINA E COSI' SPLENDE IL SOLE TI BUTTI SULLA SABBIA POI TI LASCI ANDARE E FARE TUTTO E NIENTE SENZA LAVORARE TI LASCI TRASPORTARE DALLE ONDE DEL MARE NO QUEST'ANNO AL MARE NON ANDRO' CON TE SULLA SPIAGGIA CON TE SULLA SPIAGGIA NO QUEST'ANNO AL MARE NON ANDRO' CON TE SULLA SPIAGGIA CON TE SULLA SPIAGGIA NON CI STO

360 Gradi
ti-alzi-la-mattina-e-sempre-tutto-uguale-tincazzi-per-un-niente-se-hai-dormito-male-il-bagno-e-occupato-e-tu-tinnervosisci-la-colazione-in-fretta-e-360-gradi
Longevi, ci chiamavamo tra noi. Eravamo una sorta di Dorian Gray ambulanti senza un ritratto marcescente in soffitta e, durante i secoli, avevamo collezionato i pie¹ stravaganti epiteti: streghe, vampiri, angeli, demoni, doppelge¤nger. Non avremmo mai conosciuto le gioie della maternite  o della paternite , poiche i nostri figli morivano - senza eccezioni - appena venuti alla luce. Avremmo potuto tentare all'infinito, accontentarci di sentire per nove mesi i loro calci ovattati attraverso la pelle del ventre, per poi dover accettare di vederli spegnersi appena fatto capolino nel mondo. Avevo seppellito tre figli, tutti nati morti alle prime avvisaglie di autunni distanti vite intere l'uno dell'altro. Alcune sere percepivo ancora la sensazione asfissiante della terra bagnata sotto le unghie. Temere che la propria creatura, di cui non hai mai udito il pianto, possa sentire freddo sotto la terra e¨ il primo segnale di una follia disperata. Scavare tra le lacrime per riabbracciare quel corpo inerme e bianco, che non e¨ mai stato vivo se non nel buio del tuo grembo, e poi desistere in un barlume di lucidite  e¨ un'esperienza straziante. Si rimane con un pugno di fango in mano, la gola stretta dall'angoscia e il cuore vuoto. Ho sentito tre figli crescere e perire dentro di me. E se fossi cose¬ folle da riprovarci, un quarto, un quinto e un sesto mi farebbero singhiozzare dalla gioia e poco dopo dal tormento. Cose¬ sare  per sempre. eˆ una delle mie tante condanne. Malachia, Robert e io non potevamo dirci amici. Tuttavia lo eravamo, quasi inevitabilmente, per una serie di eventi e per la maledizione che ci univa. Nella mia lunga carriera ne avevo profanati di sarcofagi, templi e necropoli. Cose¬ innumerevoli, che ormai avevo perso il conto. Eppure, con tutti gli anatemi che mi ero tirata addosso, nessuno di questi era ancora riuscito a farmi apprezzare quello sotto il quale ero nata.

Giorgia Penzo
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