Propria Quotes

Authors: A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
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as-pessoas-geralmente-neo-deixam-propria-casa-voluntariamente-so-pobreza-ou-o-amor-fazem-com-que-fujam-assim-es-pressas-malala-yousafzai
mostrare-la-propria-libreria-e-come-far-entrare-un-estraneo-nellintimite-e-come-raccontare-dei-propri-flirt-una-cosa-da-evitare-roberto-calasso
ecco-che-cosera-la-vita-che-cosera-lesperienza-che-cosa-inseguivano-coloro-che-andavano-in-cerca-di-avventure-ecco-che-cosa-mirava-larte-ritornare-casa-propria-ai-propri-affetti-
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Pochi uccelli Stephen preferiva ai succiacapre, ma non era stato il loro canto a farlo scendere dal letto. Rimase fermo, appoggiato alla ringhiera, e poco dopo Jack Aubrey, in un padiglione presso il campo di bocce, ricomincie² a suonare con grande dolcezza nel buio, improvvisando solo per se, fantasticando sul suo violino con una maestria che Stephen non aveva mai conosciuto in lui, sebbene avessero suonato insieme per tanti anni.[... ] In effetti suonava meglio di Stephen, e ora che stava usando il suo prezioso Guarnieri invece del robusto strumento adatto al mare, la differenza era ancora pie¹ marcata: ma il Guarnieri non bastava a spiegarla del tutto, assolutamente no. Quando suonavano insieme, Jack nascondeva la propria eccellenza, mantenendosi al mediocre livello di Stephen [... ]; mentre rifletteva su questo, Maturin si rese conto a un tratto che era sempre stato cose¬: Jack, indipendentemente dalle condizioni di Stephen, detestava mettersi in mostra. Ma in quel momento, in quella notte tiepida, ora che non vi era nessuno da sostenere moralmente, cui dare il proprio appoggio, nessuno che potesse criticare il suo virtuosismo, Jack poteva lasciarsi andare completamente; e mentre la musica grave e delicata continuava a diffondersi, Stephen si stupe¬ una volta di pie¹ dell'apparente contraddizione tra il grande e grosso ufficiale di marina, florido e allegro [... ] e la musica pensosa, complessa che quello stesso uomo stava ora creando. Una musica che contrastava immensamente con il suo limitato vocabolario, un vocabolario che lo rendeva talvolta quasi incapace di esprimersi.

Patrick O'Brian
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Je¡ reparou que so a morte desperta nossos sentimentos? Como amamos os amigos que acabam de deixar-nos, ne£o acha?! Como admiramos nossos mestres que je¡ ne£o falam mais, que este£o com a boca cheia de terra! A homenagem vem, ente£o, muito naturalmente, essa mesma homenagem que talvez tivessem esperado de nos durante a vida inteira. Mas sabe por que somos sempre mais justos e mais generosos para com os mortos? A raze£o e simples! Em relae§e£o a eles, je¡ ne£o he¡ obrigae§eµes. Deixam-nos livres, podemos dispor de nosso tempo, encaixar a homenagem entre o coquetel e uma doce amante: em resumo, nas horas vagas. Se nos impusessem algo, seria a memoria, e nos temos a memoria curta. Ne£o e o morto recente que nos amamos em nossos amigos, o morto doloroso, nossa emoe§e£o, enfim, nos mesmos![... ] e‰ assim o homem, caro senhor, com duas faces: ne£o consegue amar sem se amar. Observe seus vizinhos, se por acaso ocorrer um falecimento no predio. Adormecidos em sua vidinha, e eis que morre o porteiro. Despertam imediatamente, agitam-se, informa-se, enchem-se de compaixe£o. Um morto no prelo e o espete¡culo comee§a, finalmente. Eles teªm necessidade de tragedia que se pode fazer? - e sua pequena transcendeªncia, e seu aperitivo. Sere¡, alie¡s, por acaso que lhe falo em porteiro? Eu tinha um, que era uma verdadeira desgrae§a, a maldade em pessoa, um monstro de insignifice¢ncia e de rancor que faria desanimar um franciscano. Eu nem sequer lhe dirigia a palavra, mas, por sua propria existeªncia, ele comprometia minha satisfae§e£o habitual. Morreu, e eu fui a seu enterro. Sere¡ capaz de me dizer por queª?

Albert Camus
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Longevi, ci chiamavamo tra noi. Eravamo una sorta di Dorian Gray ambulanti senza un ritratto marcescente in soffitta e, durante i secoli, avevamo collezionato i pie¹ stravaganti epiteti: streghe, vampiri, angeli, demoni, doppelge¤nger. Non avremmo mai conosciuto le gioie della maternite  o della paternite , poiche i nostri figli morivano - senza eccezioni - appena venuti alla luce. Avremmo potuto tentare all'infinito, accontentarci di sentire per nove mesi i loro calci ovattati attraverso la pelle del ventre, per poi dover accettare di vederli spegnersi appena fatto capolino nel mondo. Avevo seppellito tre figli, tutti nati morti alle prime avvisaglie di autunni distanti vite intere l'uno dell'altro. Alcune sere percepivo ancora la sensazione asfissiante della terra bagnata sotto le unghie. Temere che la propria creatura, di cui non hai mai udito il pianto, possa sentire freddo sotto la terra e¨ il primo segnale di una follia disperata. Scavare tra le lacrime per riabbracciare quel corpo inerme e bianco, che non e¨ mai stato vivo se non nel buio del tuo grembo, e poi desistere in un barlume di lucidite  e¨ un'esperienza straziante. Si rimane con un pugno di fango in mano, la gola stretta dall'angoscia e il cuore vuoto. Ho sentito tre figli crescere e perire dentro di me. E se fossi cose¬ folle da riprovarci, un quarto, un quinto e un sesto mi farebbero singhiozzare dalla gioia e poco dopo dal tormento. Cose¬ sare  per sempre. eˆ una delle mie tante condanne. Malachia, Robert e io non potevamo dirci amici. Tuttavia lo eravamo, quasi inevitabilmente, per una serie di eventi e per la maledizione che ci univa. Nella mia lunga carriera ne avevo profanati di sarcofagi, templi e necropoli. Cose¬ innumerevoli, che ormai avevo perso il conto. Eppure, con tutti gli anatemi che mi ero tirata addosso, nessuno di questi era ancora riuscito a farmi apprezzare quello sotto il quale ero nata.

Giorgia Penzo
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La 'Crisi Esistenziale' di chi ama l'amore e ha il coraggio di amare. Nell'epoca dove tante cose sembrano andate perse, e dove molti valori sembrano pian piano scomparsi, si trova spazio e l'ispirazione di far nascere una nuova canzone, con la quale si vuole comunicare i tanti disagi che il mondo attuale si appresta a vivere, le tante problematiche che spesso attanagliano l'essere umano, sempre preso da se stesso, e molto spesso distratto da tutte le cose che il mondo e la vita offrono. E' cosi che nasce 'Crisi Esistenziale' il nuovo brano che de  il via al nuovo album di Savio De Martino, cantautore dalle mille risorse artistiche, un brano scritto dallo stesso Cantautore, sia per la parte letteraria, che per la parte musicale, un brano voluto, un testo ricercato, una canzone necessaria, una sorta di protesta, un modo di gridare e poter dire, BASTA !!! Questo stesso brano e¨ stato anche proposto alla candidatura per le nuove proposte di Sanremo Giovani 2015, proprio perche' i giovani possano valorizzare la propria vita e il futuro, trovando stimoli nuovi, trovando aiuto in chi ha potere, costruirsi un domani fatto di sogni da poter realizzare, Savio De Martino ancora una volta riesce a regalare nuove emozioni, il suo essere cosi poliedrico, rende questo artista, seppur giovane, capace di mettersi sempre in gioco e in discussione con vari generi musicali. Le sue tendenze variano dal Pop al Jazz, dal Blues alla buona Musica Leggera, in tanti anni di gavetta e di carriera e¨ sempre riuscito a dire la sua, regalando al pubblico che lo segue con affetto e stima, tante emozioni e soprattutto tanta energia positiva. Lui innamorato della vita, innamorato della musica, e speranzoso che le cose e il mondo puo' cambiare, una crisi cosi mondiale, dovrebbe far riflettere molte persone, e sensibilizzare chi ha il potere di essere a capo di tutto, ecco perche nasce questo nuovo brano per il 2015, dal titolo "Crisi Esistenziale". Genesi di Crisi Esistenziale di Savio De Martino Testo, Musica e Produzione sono di Savio De Martino attraverso la S.D.M. Production, la distribuzione avviene grazie alla Zeus Record S.R.L., gli arrangiamenti sono di Giuseppe Balsamo e Savio De Martino, le riprese video di 'Pino Baylon Video' e la registrazione e mixaggio sono stati effettuati presso lo studio SG SOUND MUSIC ITALY di Savio De Martino. Il video e¨ gie  disponibile su YouTube.

Savio De Martino
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