Questa Quotes

Authors: A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Categories: A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
la-nobilte-non-fa-per-me-la-ricchezza-la-stimo-e-non-la-stimo-tutto-il-mio-piacere-consiste-nel-vedermi-servita-desiderata-adorata-questa-e-la-mia-debolezza-e-questa-e-la-debolez
questa-volta-la-voce-non-venne-dalla-luna-questa-volta-venne-da-sotto-il-letto-stephen-king
ma-che-cosa-posso-raccontare-questa-ragazza-ora-in-questa-fredda-mattina-ventosa-al-gritti-palace-hotel-che-cosa-vorresti-sapere-figlia-le-chiese-tutto-quanto-va-bene-disse-il-co
prendi-questa-mano-iva-zanicchi
per-non-sentire-questa-sete-dentro-me
questa-parete-di-ghiaccio-che-cresce
ora-lei-qui-sulla-portanon-la-perdo-questa-volta
langelo-sa-di-essere-indistruttibile-paradossalmente-e-proprio-questa-sua-certezza-che-lo-rende-tale-alan-campbell
se-ti-aggrappi-troppo-alla-logica-non-sarai-mai-in-grado-di-partecipare-al-processo-vivente-su-cui-si-fonda-questa-esistenza-osho
prendi-questa-mano-leggi-pure-che-destino-avrograve-dimmi-che-mi-ama-dammi-la-speranza-solo-questo-ormai-per-me-iva-zanicchi
prendi-questa-mano-dimmi-pure-che-destino-avrograve-parla-del-mio-amore-io-non-ho-paura-percheacute-lo-so-che-ormai-non-mappartiene-iva-zanicchi
faccio-solo-finta-di-essere-sfacciata-in-realte-me-la-faccio-addosso-dalla-paura-questa-cena-fuori-mi-rende-confusa-non-se-voglio-davvero-una-storia-lunga-o-solo-una-scopata-velo
tu-tu-che-non-vuoi-chio-mi-renda-conto-della-tua-posizione-e-hai-la-vanite-di-mantenere-me-la-mia-tu-che-conservandomi-il-lusso-nel-quale-vivevo-conservi-la-distanza-morale-che-c
e-qui-bisogna-menzionare-anche-quanto-scritto-da-walter-rathenau-nelle-sue-briefe-eine-liebende-le-ho-detto-cie-che-penso-della-morte-volontaria-e-le-dire-cie-su-cui-non-mi-sono-
Avendo perso uno degli inseguiti, Ivan concentre² la sua attenzione sul gatto, e vide quello strano animale avvicinarsi al predellino del vagone di testa del tram A immobile alla fermata, spingere via con insolenza una donna, afferrare la maniglia e tentare perfino di dare una moneta da dieci copeche alla bigliettaria attraverso un finestrino aperto per l'afa. Il comportamento del gatto sbalorde¬ talmente Ivan da lasciarlo immobile davanti alla drogheria sull'angolo; e subito una seconda volta, ma con molta pie¹ forza egli fu sbalordito dal comportamento della bigliettaria. Questa, non appena vide il gatto che saliva sul tram, gride² con una rabbia che la scuoteva tutta: - eˆ vietato ai gatti! eˆ vietato portare gatti! Passa via! Scendi, se no chiamo la polizia! Ne la bigliettaria ne i passeggeri furono colpiti dalla cosa principale: non dal fatto che un gatto salisse sul tram, questo poteva ancora passare, ma dal fatto che volesse pagare il biglietto! Il gatto si dimostre² animale non soltanto solvibile, ma anche disciplinato. Alla prima sgridata della bigliettaria cesse² l'attacco, si stacce² dal predellino e si sedette alla fermata, soffregandosi i baffi con la monetina. Ma non appena la bigliettaria diede il segnale e il tram si mosse, il gatto si comporte² come chiunque sia cacciato da un tram, sul quale deve viaggiare per forza. Dopo essersi lasciato passare davanti tutte e tre le vetture, balze² sulla parte posteriore dell'ultima, si afferre² con la zampa a un tubo che usciva dal veicolo e file² via, economizzando in tal modo il prezzo della corsa.

Mikhail Bulgakov
avendo-perso-uno-degli-inseguiti-ivan-concentre-la-sua-attenzione-sul-gatto-e-vide-quello-strano-animale-avvicinarsi-al-predellino-del-vagone-di-testa-del-tram-a-immobile-alla-fe
Fino allora egli era avanzato per la spensierata ete  della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, cose¬ che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosite  attorno, non c'e¨ proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare. Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi di intesa; cose¬ il cuore comincia a battere per eroici e teneri desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono pie¹ avanti; ancora non si vedono, no, ma e¨ certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo. Ancora molto? No, basta attraversare quel fiume laggie¹ in fondo, oltrepassare quelle verdi colline. O non si e¨ per caso gie  arrivati? Non sono forse questi alberi, questi prati, questa bianca casa quello che cercavamo? Per qualche istante si ha l'impressione di se¬ e ci si vorrebbe fermare. Poi si sente dire che il meglio e¨ pie¹ avanti e si riprende senza affanno la strada. Cose¬ continua il cammino in un'attesa fiduciosa e le giornate sono lunghe e tranquille, il sole risplende alto nel cielo e sembra non abbia mai voglia di calare al tramonto. Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello e¨ stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualcosa e¨ cambiato, il sole non sembra pie¹ immobile ma si sposta rapidamente, ahime¨, non si fa in tempo a fissarlo che gie  precipita verso il confine dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano pie¹ nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una all'altra, tanto e¨ il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovre  pur finire. Chiudono a un certo punto alla nostre spalle un pesante cancello, lo rinserrano con velocite  fulminea e non si fa in tempo a tornare.

Dino Buzzati
fino-allora-egli-era-avanzato-per-la-spensierata-ete-della-prima-giovinezza-una-strada-che-da-bambini-sembra-infinita-dove-gli-anni-scorrono-lenti-e-con-passo-lieve-cose-che-ness
Gie nella vetrina della libreria hai individuato la copertina col titolo che cercavi. Seguendo questa traccia visiva ti sei fatto largo nel negozio attraverso il fitto sbarramento di Libri Che Non Hai Letto che ti guardavao accigliati dai banchi e dagli scaffali cercando d'intimidirti. Ma tu sai che non devi lasciarti mettere in soggezione, che tra loro s'estendono per ettari ed ettari i Libri Che Puoi Fare A Meno Di Leggere, i Libri Fatti Per Altri Usi Che La Lettura, i Libri Gie Letti Senza Nemmeno Bisogno D'Aprirli In Quanto Appartenenti Alla Categoria Del Gie Letto Prima Ancora D'Essere Stato Scritto. E cose¬ superi la prima cinta dei baluardi e ti piomba addosso la fanteria dei Libri Che Se Tu Avessi Pie¹ Vite Da Vivere Certamente Anche Questi Li Leggeresti Volentieri Ma Purtroppo I Giorni Che Hai Da Vivere Sono Quelli Che Sono. Con rapida mossa li scavalchi e ti porti in mezzo alle falangi dei Libri Che Hai Intenzione Di Leggere Ma Prima Ne Dovresti Leggere Degli Altri, dei Libri Troppo Cari Che Potresti Aspettare A Comprarli Quando Saranno Rivenduti A Mete Prezzo, dei Libri Idem Come Sopra Quando Verranno Ristampati Nei Tascabili, dei Libri Che Potresti Domandare A Qualcuno Se Te Li Presta, dei Libri Che Tutti Hanno Letto Dunque E' Quasi Come Se Li Avessi Letti Anche Tu. Sventando questi attacchi, ti porti sotto le torri del fortilizio, dove fanno resistenza i Libri Che Da Tanto Tempo Hai In Programma Di Leggere, i Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli, i Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Questo Momento, i Libri Che Vuoi Avere Per Tenerli A Portata Di Mano In Ogni Evenienza, i Libri Che Potresti Mettere Da Parte Per Leggerli Magari Quest'Estate, i Libri Che Ti Mancano Per Affiancarli Ad Altri Libri Nel Tuo Scaffale, i Libri Che Ti Ispirano Una Curiosite Improvvisa, Frenetica E Non Chiaramente Giustificabile. Ecco che ti e¨ stato possibile ridurre il numero illimitato di forze in campo a un insieme certo molto grande ma comunque calcolabile in un numero finito, anche se questo relativo sollievo ti viene insidiato dalle imboscate dei Libri Letti Tanto Tempo Fa Che Sarebbe Ora Di Rileggerli e dei Libri Che Hai Sempre Fatto Finta D'Averli Letti Mentre Sarebbe Ora Ti Decidessi A Leggerli Davvero.

Italo Calvino
gie-nella-vetrina-della-libreria-hai-individuato-la-copertina-col-titolo-che-cercavi-seguendo-questa-traccia-visiva-ti-sei-fatto-largo-nel-negozio-attraverso-il-fitto-sbarramento
I due agenti si divisero, Uno fece un cenno d'assenso a Due che ande² verso la porta dell'ufficio. Abbasse² la maniglia, la porta era chiusa a chiave. Scivole² lungo la parete attento a non fare rumore. Li avrebbero presi questa volta. Si trattava di giovani non schedati, ladri adolescenti, secondo l'informatore, e nessuno voleva che la cosa si trasformasse in un bagno di sangue. Le armi dovevano restare nella fondina, gli ordini erano chiari, niente sparatorie da far west e cadaveri che facessero 'strillare" la stampa sulla crudelte  delle forze dell'ordine. Ma andavano fermati. Piccoli bastardi (...) E fu mentre formulava questo pensiero che un rumore metallico gli fece alzare gli occhi, un'ombra uscita dal nulla balze² oltre la ringhiera, atterrando a quattro zampe sulla pila di cassoni, poi si raccolse come un gatto e salte² verso il montacarichi, si afferre² a una delle rotaie verticali, s'inarce² come un saltatore con l'asta, la testa in gie¹. Le gambe descrissero un'ellisse impossibile, le ginocchia si piegarono e con una spinta delle reni il ragazzo supere² la ringhiera del ballatoio, parve rimbalzare in su, sullo scaffale di ferro e scomparve nell'oscurite  del soffitto (... ..) I due agenti spinsero la porta a vetri e a balzi risalirono la scala di emergenza esterna, che finiva pere² a due metri dal tetto. Uno, pie¹ agile, si isse² sui pali di sostegno, mentre Due abbaiava alla radio. Quindi anche lui si inerpice² ansando e guadagne² la cima. Rimasero le  qualche istante, interdetti, scrutando nel buio. - Laggie¹! - Gride² Due. L'ombra correva sul tetto del magazzino, un essere magrissimo, un nulla in movimento che spare¬ dietro la sagoma dell'abbaino. Uno estrasse la pistola dalla fondina, fece fuoco in aria e subito la volante accese la sirena. I due agenti corsero, girarono attorno all'abbaino e non videro nessuno. Si voltarono, niente. Pareva evaporato. Giunti al limite del tetto si fermarono. L'edificio accanto, un deposito chiuso, era a vari metri di distanza. Sotto c'erano tre piani e il cortile asfaltato. Si guardarono intorno, era saltato di le ? Quei due depositi erano gli unici edifici vicini. Pie¹ in le , oltre un campo abbandonato che sembrava una palude c'era solo un enorme ammasso di rottami, la strada a quattro corsie e il mare. Il fuggitivo non aveva scampo, si trattava solo di evitare la tragedia. La figura riapparve correndo piegata sul tetto dello stabile di fronte, oltre il quale non c'era niente, il vuoto, la notte. Uno fece fuoco in aria un'altra volta, ma lui non parve accorgersene, giunse al parapetto, vi sale¬ sopra e rimase accovacciato come un animale. - Ma che diavolo fa? - Disse Due. Il ladro si alze² in piedi e per alcuni secondi rimase dritto, silhouette nera contro il cielo chiaro di nubi. Poi, senza guardarsi indietro, si lancie² nel vuoto. da B-Loved

P.D. Blacksmith
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