Loro Quotes

Authors: A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Categories: A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
le-persone-non-cambiano-fanno-solo-momentanei-passi-fuori-dal-loro-vero-carattere-isolate-azioni-contrarie-alla-loro-vera-natura-chad-kultgen
vero-o-falso-che-sia-quel-che-si-dice-degli-uomini-occupa-spesso-altrettanto-posto-nella-loro-vita-e-soprattutto-nel-loro-destino-quanto-quello-che-fanno-victor-hugo
loro-piana-is-all-about-seeking-quality-materials
la-mia-forza-sono-i-miei-fratelli-e-lei-se-loro-cadono-cado-anche-io-cristel-anna-notarianni
the-loro-piana-man-is-active-one-he-works-hard-when-he-has-time-off-being-close-to-nature-is-important-to-him
when-we-started-there-was-lots-formalwear-made-with-quality-fabrics-but-loro-pianas-innovation-was-to-use-these-in-casualwear-too
non-avevano-imparato-nulla-dai-loro-errori-se-non-portare-la-crudelte-un-nuovo-livello-di-brutale-raffinatezza-sabrina-miso
i-bambini-sono-senza-passato-ed-e-questo-tutto-il-mistero-dellinnocenza-magica-del-loro-sorriso-milan-kundera
umoristica-medica-gli-specialisti-sono-mistici-e-sapienti-come-i-magi-ma-funzionano-al-contrario-sei-tu-che-devi-andare-da-loro-niall-williams
i-dont-think-lvmh-will-want-to-significantly-change-strategy-loro-piana-i-dont-think-that-they-would-have-bought-it-otherwise
at-pinnacle-great-design-are-products-gorgeous-lust-worthy-that-you-want-to-lick-them-porsche-911-samsungs-luxia-tv-eames-lounge-chair-anything-by-loro-piana
non-abbiamo-tanto-bisogno-dellaiuto-degli-amici-quanto-della-certezza-del-loro-aiuto-epicurus
gli-trasmettevano-un-senso-profondo-di-odio-forse-perche-erano-cose-alieni-da-pregiudicare-in-lui-qualsiasi-percezione-reale-della-loro-sostanza-stephen-king
non-lasciare-che-qualcuno-cerchi-di-convincerti-che-i-bambini-non-si-portino-dietro-i-loro-rancori-nella-vita-da-adulti-stephen-king
now-im-older-i-dont-follow-vagaries-fashion-my-look-tends-to-be-skinny-flat-front-trousers-with-long-sleeve-american-apparel-t-shirt-v-neck-cashmere-jumper-preferably-loro-piana
le-tre-lune-erano-sempre-ben-visibili-ai-suoi-occhi-e-la-ragazza-non-poteva-fare-meno-di-fissarle-come-se-fossero-proprio-loro-trattenere-il-suo-sguardo-invogliarla-non-distoglie
se-tu-non-fossi-scappata-se-tu-fossi-rimasta-con-me-loro-sarebbero-ancora-vivi-maksimla-mia-vendetta-con-te-giovanna-roma-giovanna-roma
bisogna-chiamare-le-cose-con-il-loro-nome-la-paura-del-nome-non-fa-altro-che-aumentare-la-paura-della-cosa-stessa-jk-rowling
allimprovviso-i-loro-sensi-si-fecero-pie-attenti-man-mano-che-si-addentravano-nel-quartiere-un-formicolio-sinistro-li-pizzice-alla-base-della-nuca-un-presagio-di-morte-la-puzza-d
travolti-dal-torrente-dellincertezza-i-nostri-sogni-hanno-teso-le-braccia-per-afferrare-la-terra-in-mattoni-e-pietra-si-irrigidiscono-i-loro-sogni-e-cose-sono-state-costruite-le-
e-questo-che-ammiro-nella-giovente-italiana-il-lento-scemare-delle-ambizioni-la-consapevolezza-che-il-meglio-e-di-gran-lunga-alle-spalle-noi-americani-abbiamo-molto-da-imparare-d
quando-un-uomo-mangia-tre-pasti-al-giorno-diventa-pericoloso-per-se-stesso-e-per-gli-altri-mangiare-troppo-rende-nervosi-pasti-continui-e-digestioni-faticose-creano-le-guerre-dif
mostra-che-le-loro-parole-possono-ferirti-e-non-sarai-pie-libero-dalla-derisione-se-proprio-vogliono-darti-un-nome-accettalo-fallo-tuo-in-modo-che-poi-non-possano-mai-pie-usarlo-
erano-stati-vanesi-ed-egoisti-persino-cam-ma-ora-tutto-cie-non-aveva-pie-importanza-perche-non-era-rimasto-niente-tranne-loro-tranne-gli-dei-bianchi-che-avanzavano-sulla-terra-in
fanno-delle-cose-le-donne-alle-volte-che-ce-da-rimanerci-secchi-potresti-passare-una-vita-provarci-ma-non-saresti-capace-di-avere-quella-leggerezza-che-hanno-loro-alle-volte-sono
Fino allora egli era avanzato per la spensierata ete  della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve, cose¬ che nessuno nota la loro partenza. Si cammina placidamente, guardandosi con curiosite  attorno, non c'e¨ proprio bisogno di affrettarsi, nessuno preme dietro e nessuno ci aspetta, anche i compagni procedono senza pensieri, fermandosi spesso a scherzare. Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l'orizzonte con sorrisi di intesa; cose¬ il cuore comincia a battere per eroici e teneri desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono pie¹ avanti; ancora non si vedono, no, ma e¨ certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo. Ancora molto? No, basta attraversare quel fiume laggie¹ in fondo, oltrepassare quelle verdi colline. O non si e¨ per caso gie  arrivati? Non sono forse questi alberi, questi prati, questa bianca casa quello che cercavamo? Per qualche istante si ha l'impressione di se¬ e ci si vorrebbe fermare. Poi si sente dire che il meglio e¨ pie¹ avanti e si riprende senza affanno la strada. Cose¬ continua il cammino in un'attesa fiduciosa e le giornate sono lunghe e tranquille, il sole risplende alto nel cielo e sembra non abbia mai voglia di calare al tramonto. Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello e¨ stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualcosa e¨ cambiato, il sole non sembra pie¹ immobile ma si sposta rapidamente, ahime¨, non si fa in tempo a fissarlo che gie  precipita verso il confine dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano pie¹ nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una all'altra, tanto e¨ il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovre  pur finire. Chiudono a un certo punto alla nostre spalle un pesante cancello, lo rinserrano con velocite  fulminea e non si fa in tempo a tornare.

Dino Buzzati
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il-pastore-augure-buon-natale-il-coro-riprese-cantare-e-lorgano-suonare-fu-in-quel-momento-che-maggie-sente-che-lui-era-vicino-si-gire-appena-e-lo-vide-se-ne-stava-in-piedi-nel-c
eppure-volte-per-capire-era-sufficiente-saper-ascoltare-si-ricorde-di-quella-volta-che-era-riuscito-descrivere-le-conseguenze-che-il-terremoto-dellirpinia-dell80-aveva-avuto-sull
La citte  di Leonia rife  se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall'involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal pie¹ perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche che dall'ultimo modello d'apparecchio. Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti di Leonia d'ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo i tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d'imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: pie¹ che dalle cose di ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l'opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l'espellere, l'allontanare da se, il mondarsi d'una ricorrente impurit e . Certo e¨ che gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compito di rimuovere i resti dell'esistenza di ieri e¨ circondato d'un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perche una volta buttata via la roba nessuno vuole pie¹ averci da pensare. Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori dalla citte , certo; ma ogni anno la citte  s'espande, e gli immondezzai devono arrestrare pie¹ lontano; l'imponenza del gettito aumenta e le cataste s'inalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro pie¹ vasto. Aggiungi che pie¹ l'arte di Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, pie¹ la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermantazioni e combustioni. E' una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne. Il risultato e¨ questo: che pie¹ Leonia espelle roba pie¹ ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si pue² togliere; rinnovandosi ogni giorno la citte  conserva tutta se stessa nella sola forma definitiva: quella delle spazzature d'ieri che s'ammucchiano sulle spazzature dell'altroieri e di tutti i suoi giorni e anni e lustri. Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di le  dell'estremo crinale, immondezzai d'altre citte , che anch'esse respingono lontano da se le montagne di rifiuti. Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, e¨ ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. I confini tra le citte  estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell'una e dell'altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano. Pie¹ ne cresce l'altezza, pie¹ incombe il pericolo delle frane: basta che un barattolo, un vecchio pneumatico, un fiasco spagliato rotoli dalla parte di Leonia e una valanga di scarpe spaiate, calendari d'anni trascorsi, fiori secchi sommergere  la citte  nel proprio passato che invano tentava di respingere, mescolato con quello delle altre citte  limitrofe, finalmente monde: un cataclisma spianere  la sordida catena montuosa, cancellere  ogni traccia della metropoli sempre vestita a nuovo. Gie  dalle citte  vicine sono pronti coi rulli compressori per spianare il suolo, estendersi nel nuovo territorio, ingrandire se stesse, allontanare i nuovi immondezzai.

Italo Calvino
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Pochi uccelli Stephen preferiva ai succiacapre, ma non era stato il loro canto a farlo scendere dal letto. Rimase fermo, appoggiato alla ringhiera, e poco dopo Jack Aubrey, in un padiglione presso il campo di bocce, ricomincie² a suonare con grande dolcezza nel buio, improvvisando solo per se, fantasticando sul suo violino con una maestria che Stephen non aveva mai conosciuto in lui, sebbene avessero suonato insieme per tanti anni.[... ] In effetti suonava meglio di Stephen, e ora che stava usando il suo prezioso Guarnieri invece del robusto strumento adatto al mare, la differenza era ancora pie¹ marcata: ma il Guarnieri non bastava a spiegarla del tutto, assolutamente no. Quando suonavano insieme, Jack nascondeva la propria eccellenza, mantenendosi al mediocre livello di Stephen [... ]; mentre rifletteva su questo, Maturin si rese conto a un tratto che era sempre stato cose¬: Jack, indipendentemente dalle condizioni di Stephen, detestava mettersi in mostra. Ma in quel momento, in quella notte tiepida, ora che non vi era nessuno da sostenere moralmente, cui dare il proprio appoggio, nessuno che potesse criticare il suo virtuosismo, Jack poteva lasciarsi andare completamente; e mentre la musica grave e delicata continuava a diffondersi, Stephen si stupe¬ una volta di pie¹ dell'apparente contraddizione tra il grande e grosso ufficiale di marina, florido e allegro [... ] e la musica pensosa, complessa che quello stesso uomo stava ora creando. Una musica che contrastava immensamente con il suo limitato vocabolario, un vocabolario che lo rendeva talvolta quasi incapace di esprimersi.

Patrick O'Brian
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Bisognerebbe saper attendere, raccogliere, per una vita intera e possibilmente lunga, senso e dolcezza, e poi, proprio alla fine, si potrebbero forse scrivere dieci righe valide. Perche i versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si acquistano precocemente), sono esperienze. Per scrivere un verso bisogna vedere molte citte , uomini e cose, bisogna conoscere gli animali, bisogna capire il volo degli uccelli e comprendere il gesto con cui i piccoli fiori si aprono al mattino. Bisogna saper ripensare a itinerari in regioni sconosciute, a incontri inaspettati e congedi previsti da tempo, a giorni dell'infanzia ancora indecifrati, ai genitori che eravamo costretti a ferire quando portavano una gioia e non la comprendevamo (era una gioia per qualcun altro), a malattie infantili che cominciavano in modo cose¬ strano con tante profonde e grevi trasformazioni, a giorni in stanze silenziose e raccolte e a mattine sul mare, al mare sopratutto, a mari, a notti di viaggio che passavano con un alto fruscio e volavano assieme alle stelle - e ancora non e¨ sufficiente poter pensare a tutto questo. Bisogna avere ricordi di molte notti d'amore, nessuna uguale all'altra, di grida di partorienti e di lievi, bianche puerpere addormentate che si rimarginano. Ma bisogna anche essere stati accanto ad agonizzanti, bisogna essere rimasti vicino ai morti nella stanza con la finestra aperta e i rumori intermittenti. E non basta ancora avere ricordi. Bisogna saperli dimenticare, quando sono troppi, e avere la grande pazienza di attendere che ritornino. Perche i ricordi in se ancora non sono. Solo quando diventano sangue in noi, sguardo e gesto, anonimi e non pie¹ distinguibili da noi stessi, soltanto allora pue² accadere che in un momento eccezionale si levi dal loro centro e sgorghi la prima parola di un verso.

Rainer Maria Rilke
bisognerebbe-saper-attendere-raccogliere-per-una-vita-intera-e-possibilmente-lunga-senso-e-dolcezza-e-poi-proprio-alla-fine-si-potrebbero-forse-scrivere-dieci-righe-valide-perche
Longevi, ci chiamavamo tra noi. Eravamo una sorta di Dorian Gray ambulanti senza un ritratto marcescente in soffitta e, durante i secoli, avevamo collezionato i pie¹ stravaganti epiteti: streghe, vampiri, angeli, demoni, doppelge¤nger. Non avremmo mai conosciuto le gioie della maternite  o della paternite , poiche i nostri figli morivano - senza eccezioni - appena venuti alla luce. Avremmo potuto tentare all'infinito, accontentarci di sentire per nove mesi i loro calci ovattati attraverso la pelle del ventre, per poi dover accettare di vederli spegnersi appena fatto capolino nel mondo. Avevo seppellito tre figli, tutti nati morti alle prime avvisaglie di autunni distanti vite intere l'uno dell'altro. Alcune sere percepivo ancora la sensazione asfissiante della terra bagnata sotto le unghie. Temere che la propria creatura, di cui non hai mai udito il pianto, possa sentire freddo sotto la terra e¨ il primo segnale di una follia disperata. Scavare tra le lacrime per riabbracciare quel corpo inerme e bianco, che non e¨ mai stato vivo se non nel buio del tuo grembo, e poi desistere in un barlume di lucidite  e¨ un'esperienza straziante. Si rimane con un pugno di fango in mano, la gola stretta dall'angoscia e il cuore vuoto. Ho sentito tre figli crescere e perire dentro di me. E se fossi cose¬ folle da riprovarci, un quarto, un quinto e un sesto mi farebbero singhiozzare dalla gioia e poco dopo dal tormento. Cose¬ sare  per sempre. eˆ una delle mie tante condanne. Malachia, Robert e io non potevamo dirci amici. Tuttavia lo eravamo, quasi inevitabilmente, per una serie di eventi e per la maledizione che ci univa. Nella mia lunga carriera ne avevo profanati di sarcofagi, templi e necropoli. Cose¬ innumerevoli, che ormai avevo perso il conto. Eppure, con tutti gli anatemi che mi ero tirata addosso, nessuno di questi era ancora riuscito a farmi apprezzare quello sotto il quale ero nata.

Giorgia Penzo
longevi-ci-chiamavamo-tra-noi-eravamo-una-sorta-di-dorian-gray-ambulanti-senza-un-ritratto-marcescente-in-soffitta-e-durante-i-secoli-avevamo-collezionato-i-pie-stravaganti-epite
Gie nella vetrina della libreria hai individuato la copertina col titolo che cercavi. Seguendo questa traccia visiva ti sei fatto largo nel negozio attraverso il fitto sbarramento di Libri Che Non Hai Letto che ti guardavao accigliati dai banchi e dagli scaffali cercando d'intimidirti. Ma tu sai che non devi lasciarti mettere in soggezione, che tra loro s'estendono per ettari ed ettari i Libri Che Puoi Fare A Meno Di Leggere, i Libri Fatti Per Altri Usi Che La Lettura, i Libri Gie Letti Senza Nemmeno Bisogno D'Aprirli In Quanto Appartenenti Alla Categoria Del Gie Letto Prima Ancora D'Essere Stato Scritto. E cose¬ superi la prima cinta dei baluardi e ti piomba addosso la fanteria dei Libri Che Se Tu Avessi Pie¹ Vite Da Vivere Certamente Anche Questi Li Leggeresti Volentieri Ma Purtroppo I Giorni Che Hai Da Vivere Sono Quelli Che Sono. Con rapida mossa li scavalchi e ti porti in mezzo alle falangi dei Libri Che Hai Intenzione Di Leggere Ma Prima Ne Dovresti Leggere Degli Altri, dei Libri Troppo Cari Che Potresti Aspettare A Comprarli Quando Saranno Rivenduti A Mete Prezzo, dei Libri Idem Come Sopra Quando Verranno Ristampati Nei Tascabili, dei Libri Che Potresti Domandare A Qualcuno Se Te Li Presta, dei Libri Che Tutti Hanno Letto Dunque E' Quasi Come Se Li Avessi Letti Anche Tu. Sventando questi attacchi, ti porti sotto le torri del fortilizio, dove fanno resistenza i Libri Che Da Tanto Tempo Hai In Programma Di Leggere, i Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli, i Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Questo Momento, i Libri Che Vuoi Avere Per Tenerli A Portata Di Mano In Ogni Evenienza, i Libri Che Potresti Mettere Da Parte Per Leggerli Magari Quest'Estate, i Libri Che Ti Mancano Per Affiancarli Ad Altri Libri Nel Tuo Scaffale, i Libri Che Ti Ispirano Una Curiosite Improvvisa, Frenetica E Non Chiaramente Giustificabile. Ecco che ti e¨ stato possibile ridurre il numero illimitato di forze in campo a un insieme certo molto grande ma comunque calcolabile in un numero finito, anche se questo relativo sollievo ti viene insidiato dalle imboscate dei Libri Letti Tanto Tempo Fa Che Sarebbe Ora Di Rileggerli e dei Libri Che Hai Sempre Fatto Finta D'Averli Letti Mentre Sarebbe Ora Ti Decidessi A Leggerli Davvero.

Italo Calvino
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